13 marzo 2020 – Pinguini

Ciao a tutti Pinguini!

Oggi è venerdì, purtroppo non si può andare nelle biblioteche, ma possiamo leggere una bella storia! Chiedete a mamma,papà o ai nonni di leggervela…

Ci risentiamo lunedì… Un grosso abbraccio a tutti!

IL PRINCIPE FELICE

C’era una volta un principe, ma non un principe qualunque, lui era un Principe felice. Durante il suo regno ci fu pace e prosperità, tanto che alla sua morte tutta gli abitanti della città decisero di erigere in suo onore una statua tutta d’oro, con zaffiri per occhi e rubini sull’elsa della spada. Così da quel giorno la statua del Principe felice fece sempre compagnia alla gente della città.Ma passarono molti anni, talmente tanti che le persone quasi non si ricordavano più del perché quella statua si chiamasse “il Principe felice”.

Una sera di fine estate una rondine, che stava volando verso sud per passare l’inverno al caldo, decise di riposarsi ai piedi della statua. – Qui troverò un po’ di riparo – pensò la rondine. Stava per mettere la testolina sotto l’ala per dormire quando una goccia le cadde addosso. Guardò il cielo, ma lo vide tutto stellato e senza una nuvola. – Che strana cosa, piove col cielo sereno – e rimise la testa sotto l’ala. Ma un’altra goccia le cadde addosso, alzò la testa e non vide nulla di strano. – Ma guarda te, questa statua non riesce a ripararmi nemmeno dalla pioggia, disse guardando verso il viso del principe felice, e fu allora che cadde un’altra goccia, proprio sulla sua testa.

La rondine capì: quelle non erano gocce di pioggia, erano lacrime che cadevano dagli occhi della statua. Spiccò il volo e andò a vedere meglio. – Cosa ti succede statua, perché piangi? – chiese la rondine. – Sono il Principe felice, e piango perché da qui posso vedere tutte le miserie del mio popolo, e il mio cuore anche se di piombo, è molto triste. – Mi spiace molto – disse la rondine, colpita dall’espressione addolorata della statua. – Cara rondine, tu potresti aiutarmi. Giù in quella casa c’è una donna molto povera, il suo lavoro di ricamatrice non le permette di guadagnare abbastanza soldi per curare il suo bambino malato. Le porteresti il rubino che ho incastonato nella spada? – disse il Principe felice. – Ma io devo volare verso sud… – replicò la rondine. Ma lo sguardo pieno di lacrime del principe la commosse. – Va bene, solo per questa notte rimarrò qui e ti aiuterò

La rondine prese il rubino e lo portò alla donna, e quando vide suo figlio a letto con la febbre alta si fermò un attimo sopra il suo viso a rinfrescarlo col suo battito d’ali. Poi tornò dal Principe felice e riposò. La sera seguente la rondine disse al principe che sarebbe partita. – Rondine mia, resta ancora una notte. Vedo un giovane che è affamato e vive al freddo in quella casa, prendi uno degli zaffiri che mi fanno da occhi e portaglielo. La rondine sul momento protestò, ma il principe insistette, e il buon cuore della rondine lo accontentò e portò lo zaffiro al giovane. Il giorno dopo la rondine cercò di salutare il Principe, ma lui le chiese di rimanere un’ultima notte: c’era una piccola fiammiferaia da aiutare, non aveva venduto nemmeno un fiammifero, e di certo non avrebbe passato una bella notte se non avesse ricevuto aiuto. – Portale l’altro zaffiro che ho per occhio – la disse il Principe felice. – Ma così rimarrai cieco! – esclamò la rondine. – Non importa. Così la rondine prese lo zaffiro e lo portò alla piccola fiammiferaia, che non sapeva come ringraziarla dalla gioia.

La rondine tornò dal principe, e notò che il suo viso era più sereno. Ma ora era cieco e non poteva lasciarlo così da solo. – Tu ora non puoi più vedere la gente della tua città… rimarrò io al tuo fianco, e sarò i tuoi occhi – gli disse. – Ma rondine mia, tu devi andare al caldo verso sud! Ma la rondine non volle lasciarlo e iniziò a volare per tutta la città e raccontargli tutto quello che vedeva. Quando incontrava un mendicante, un povero o un bisognoso, prendeva una fogliolina d’oro dal corpo della statua del Principe felice e andava a portargliela. Finché la statua del Principe felice divenne tutta grigia e spoglia, senza più neanche una fogliolina d’oro sopra. Ma nonostante questo, ora gli abitanti della città erano tutti un po’ più felici.

Finalmente sul viso del Principe c’era un gran sorriso, e la rondine non smise mai di fargli compagnia.